Dopo un cammino che lo ha portato ad attraversare stili diversi, come l’astratto, l’acquerello, il materico ecc. oggi Caimmi sceglie per se gli spazi limpidi e chiaroscurali vicini all’iperrealismo. A soggetto brani di natura raccolti e disposti a svelare un istante di vita ancora vibrante, l’intimo segreto pulsare delle cose. L’abile riproduzione della forma naturale ferma il tempo, ma nessuna glaciale atmosfera, il colore seppure forte e a volte giocato a contrasto scalda mentre la luce armoniosa frena gli impeti. Pittore artigiano, come ama definirsi, Caimmi ci mostra la naturale immobilità delle cose. Guida lo sguardo attraverso spunti di natura presente che poi scompone, rompe, strizza ed infine accarezza per ritornare al fruitore una forma limpida, autentica fino all’estremo ma dagli equilibri emotivi e cromatici. Nessun amore per il tecnicismo bensì autodisciplina, volontà precisa di reprimere l’istinto che lo vorrebbe pittore veloce e inquieto. Ma il pittore non si ferma alla natura immota, esce dal laboratorio per carpire scene di natura complessa. Ecco il paesaggio, soggetto di cui Caimmi è assolutamente padrone. Gli squarci, gli angoli, i motivi naturali che ci presenta sono il frutto evidente di un’attenta ricerca sorretta anche dal mezzo fotografico e di un spiccato senso artistico che riconosce l’intima bellezza delle cose. Spazi aperti, tronchi ricurvi come sculture naturali scolpite dal tempo e dagli elementi, nel paesaggio trapela tutta la dolcezza pittorica di Caimmi che per chi gusta l’opera è pura piacevolezza. Nella natura immota di cui il pittore ferma l’ultimo istante vitale così come nel paesaggio la padronanza della tecnica è indiscutibile.

Il risultato: materia viva che la tela fatica a trattenere.

Laila Melappioni